TETTO ROVESCIO CARRABILE O TETTO PARCHEGGIO

Tetto / Tetto Rovescio

Il tetto parcheggio è un tipo di copertura piana praticabile del tipo “tetto rovescio” e si caratterizza per gli alti valori di carico in esercizio. In tale soluzione si deve quindi verificare l’azione dei carichi accidentali, permanenti e dinamici ed adottare gli opportuni accorgimenti. La posa della pavimentazione deve essere realizzata in opera secondo le norme “a regola d’arte”.

L’isolante termico consigliato, X-FOAM® HBT 500, grazie ai suoi valori di alta resistenza alla compressione, cioè 500 kPa, viene posato come per tutti i “tetti alla rovescia” sopra la guaina impermeabilizzante.

 

Posa in opera

Sulla soletta che costituisce il piano del tetto si costruisce una cappa in malta leggera che abbia una pendenza dell’1%. Su questa cappa di dispone la guaina impermeabile che verrà fissata o saldata a seconda delle indicazioni del produttore ed al di sopra di questa si posano le lastre isolanti X-FOAM® HBT 500 avendo cura di ricoprire la superficie del tetto nella sua totalità. Inoltre si consiglia di impiegare un feltro separatore tra la guaina impermeabile e le lastre isolanti.

Prima della realizzazione dello strato di ripartizione dei carichi si deve interporre uno strato di carta kraft o altro materiale che impedisca al cemento di infiltrarsi tra le lastre di polistirene estruso. Si procede quindi alla realizzazione di un sottofondo in calcestruzzo armato il cui spessore viene calcolato in base ai carichi  previsti (minimo 8 cm). Lo strato superficiale carrabile deve essere progettato per il passaggio dei veicoli e sarà in massetto cementizio.

In un tetto parcheggio si presenta la situazione illustrata in figura: il carico è appoggiato sulla superficie ed è distribuito su un’area A che chiamiamo impronta.

Lo strato di cemento che costituisce la pavimentazione sovrastante distribuisce allo strato sottostante il carico secondo un angolo di 45° coinvolgendo perciò una zona di carico sullo strato isolante più ampia indicata con B.

Il carico in kg/cm2 che si ha sulla zona A è perciò superiore a quello che in effetti graverà sulla zona B e cioè sull’isolante in relazione al rapporto A/B fra le due superfici. Per i carichi statici si dovrà prevedere un coefficiente di sicurezza.

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